Gabriella, dal suo cammino verso Santiago da Compostela, ci ha scritto un altro post. Eccolo:
Carissimi,
ho lasciato l’altro ieri Burgos e adesso sono nelle mesetas.
Finalmente a Burgos ho trovato il tanto agognato parrucchiere! Mi sa che per il prossimo dovro’ aspettare Leon.
Il tempo finalmente e’ diventato molto bello, ma la sera molto freddo.
Il mio compagno “francese” ha finito il suo cammino a Burgos ed e’ rientrato a casa. Nel frattempo sono arrivate 4 amiche da Milano, per qualche giorno. Oggi avevano quasi tutte problemi ai piedi, come da programma, anche se ci limitiamo a fare 20 km al giorno.
Ma cosa accadra’ tra pochi giorni, quando ritrovero’ la solitudine con cui sono partita? I vecchi compagni li ho persi tutti strada facendo, chissa’ se prima o poi li ritrovero’.
Spesso in questi giorni mi capita di pensare: “Ma cosa ci fa tutta questa gente sul camino di Santiago?
Persone di razze, lingue religioni diverse. Una della mie amiche mi ha detto di aver letto che una volta si andava a Santiago per salvare l’anima, adesso per trovarla. Credo che sia una buona risposta. Ma solo una delle tante possibili.
Vale forse anche per me?
Non credo, l’anima so bene di averla ed e’ quella che mi spinge a tante cose, compresa questa. E’ proprio l’anima che mi spinge a trovare accoglienza negli albergue dove le comodita’ non abbondano.
L’unica cosa che abbonda e’ l’aria stantia della notte, nelle camerette o camerate con gli altri pellegrini.
Eppure questa e’ una parte importante del “camino” e fa parte della enorme condivisione con l’umanita’ che si prova percorrendo queste strade, seguendo la freccia gialla.
Oggi immaginavo di camminare a qualche metro sopra il suolo (a dir la verita’ per i miei piedi questo era un miraggio) e vedevo gruppetti di persone che andavano come un fiume, piccole gocce d’acqua o piccoli pesci nella stessa corrente.
Qui c’e’ un pezzo di umanita’ che va nella stessa direzione e CONDIVIDE fatiche, pasti, puzze, bisogni vari, dolori. Non e’ indispensabile parlarsi per condividere. Io so che la mia fatica e’ la stessa del coreano, della giapponese e dell’irlandese con cui ho cenato e dormito ieri sera.
E’ questo che fa si che quando ci si incontra ci si saluti tutti come se ci si conoscesse.
Tuttavia, quando capita, e si ha la possibilita’ di condividere anche una lingua, queste cose vengono manifestate piu’ esplicitamente e dopo qualche giorno piu’ profondamente.
Ultimamente, essendo in compagnia, canto meno e non rischio piu’ di essere chiamata da chi mi supera “MP3″.
Faccio tanti auguri ad Alberto di Bergamo che sta per partire e ringrazio tutti quelli che mi sono vicini e me lo fanno sentire.
Un saluto particolare a Lamberto che mi seguira’ dalla Francia con una certa nostalgia nel cuore. Ti faro’ sapere quali sono gli albergue migliori (tra quelli da me provati) cosi’ che quando ripartirai oltre alle indicazioni del “miam miam dodo” che mi hai lasciato avrai commenti personali.
Chiedo scusa se non rispondo a tutte le email e gli sms ma talvolta, come oggi, si trovano dei computer di una tale lentezza che non e’ possibile stare le ore chiusi dentro.
Se avete delle domande fatemele e non aspettate che io ritorni, magari mi daranno spunto per dirvi cio’ che piu’ vi incuriosice.
Un abbraccio a tutti
Gabriella
1 commento
1 lorenza // 24 aprile 2009 at 22:43
Che bello Gabrill,
ho fatto passare apposta un po’ di giorni per poter leggere “tanto” del tuo cammino. Quel poco di esperienza che ho di viaggi veri mi ha insegnato che spesso durante il percorso non cambiano solo i peasaggi ma anche le aspettative, le categorie di pensiero, le priorità. Quindi avevo voglia di leggerti…dopo qualche giorno. E da adesso in poi sarà sempre più interessante seguirti. Sono felice che tu abbia alleggerito lo zaino “psicologico” che ti eri preparata e che in effetti mi aveva stupita. Avevi ridotto al minimo lo zaino materiale e continuavi ad aggiungere argomenti su cui riflettere! Infondo forse anche lì, l’essenziale aiuta e alleggerirsi serve ad approfondire meglio.
E’ divertente leggere dei tuoi incontri internazionali. Credo che l’idea di cammino “da soli ma condiviso” dia una spinta forte, mi piacerebbe essere capace di viverlo anche qui…
Un abbraccio stretto e…un massaggio rigeneratore!
Cosa ne pensi?