La costruzione dei box sotterranei a Milano sta provocando una serie di danni ai palazzi attigui ai cantieri.
Un nuovo caso riguarda ora piazza Piemonte dove un palazzo che si è assestato e distaccato da quello che gli sta dietro, lungo via Buonarroti, con un’evidente crepa. E’ quanto riporta un articolo di ieri del Corriere della Sera da cui pare che – secondo quanto riferito dalle voci di quartiere – gli abitanti abbiano preferito accordarsi con l’azienda per un risarcimento piuttosto che far partire una denuncia.
Quella dei 200 parcheggi interrati di Milano è stata definita “un’odissea urbanistica, umana e giudiziaria”: oltre un miliardo di euro d’affari finita nelle mani di quattro grandi gruppi imprenditoriali.
L’assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini, in un comunicato di questa mattina, precisa che “il concessionario dei box in piazza Piemonte ci ha garantito che il Teatro Nazionale non ha subito alcun danno, come invece è stato scritto, ma sono invece semplicemente in corso lavori di ristrutturazione nel teatro medesimo.
È vero invece che, come ha precisato il concessionario, in un palazzo della piazza, risultano delle fessurazioni, che però, da un lato, sono meno gravi rispetto a quanto è stato riportato e, dall’altro, potrebbero anche essere imputabili a un normale assestamento dell’edificio. Qualsiasi ingegnere strutturista potrebbe, infatti, confermare che gli edifici si muovono comunque, anche in assenza di cantieri vicini, sia per variazioni di terreno che per variazioni termiche. Mi hanno assicurato inoltre che le suddette fessurazioni sono riparabili e nulla hanno a che fare con ipotesi di crollo”.
Ciò nonostante – conclude Simini – anche se si tratta di opere private e non pubbliche, l’amministrazione vuole esercitare al massimo delle sue possibilità le funzioni di vigilanza e di controllo, pretendendo sia qualità nelle realizzazioni sia rispetto dei tempi.
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