Invecchiando, si sa, di tempo ce n’è sempre di più. Dico quello quotidiano, quello che spesso devi riempire; quello che prima ti mancava sempre, per intenderci.
E allora qualche volta la televisione diventa una buona compagnia, anche se non la definirei sempre buona.
Ci sono infatti programmi che mi mettono a disagio e paradossalmente non sono quei programmi che trattano del futuro. Ma quelli che ti aprono gli occhi sul passato: uno di questi è SOS Tata.
Non sono un’esperta di pedagogia né di psicologia dell’età evolutiva quindi spero che queste mie poche considerazioni non offendano nessuno, ma quando vedo molte delle scene proposte da questo programma è inevitabile che il mio ricordo torni al mio passato di donna lavoratrice (che in ascensore si trovava sempre una macchia sulla gonna), di mamma di tre figlie (davanti a un frigorifero sempre poco collaborativo), di moglie spesso inadegauta e sicuramente poco sexy.
E mi domando: ma se in quei momenti, mi fossi trovata davanti una persona vestita da hostess che si aggirava in casa mia con un taccuino in mano, che entrava nel mio bagno, guardava nel mio frigorifero o ancora peggio vedeva l’interno dei mie armadi, come avrei reagito?
Forse avrei per prima cosa pensato: speriamo che in bagno non scivoli su metri carta igienica srotolata oppure che non veda in cucina i graffiti di pappa su tutti i mobiletti, o peggio ancora speriamo non apra la scarpiera. Insomma prima di diventare collaborativa, avrei dovuto togliermi dalle spalle mille imbarazzi! E siccome è umano proteggere la propria immagine, forse non sare stata proprio “vera”.
Ma la cosa che mi scatena le crisi d’ansia peggiori è che quando in quella famiglia finalmente si è creata l’armonia, quando è stato stabilito un costruttivo contatto e finalmente in quella casa si mangia “come Dio comanda”, al supermercato si va per fare la spesa e non per fare scontri con i carrelli, si torna dai giardinetti senza che nessuno pianti nessuna grana, la signora in giacca azzurra se ne va.
E no, così non va, perché una delle poche cose di cui sono certa è che i comportamenti dei bambini mutano e quello che aveva funzionato fino al giorno prima, il giorno dopo non funziona più.
Mia figlia, madre dei miei due amatissimi nipoti, ha adottato il sistema dell’area del castigo. E’ stato meraviglioso quest’estate in campagna. Lorenzo si comportava male e subito finiva sul primo gradino delle scale. Era davvero dispiaciuto e avvilito e quando veniva “liberato” per un bel po’ andava tutto bene. Da qualche tempo nell’area del castigo ci finisce ogni venti minuti ! La pratica è diventata decisamente molto meno efficace.
E allora? Allora SOS Nonni.
Io penso che abbiamo un’eccezionale opportunità: non siamo chiamati alle importanti responsabilità educative, ma possiamo rappresentare un elemento di grande serenità per la “nostra” famglia del futuro.
Non portiamo la giacca azzurra, ma sappiamo abbracciare i nostri nipoti in un modo totalmente rassicurante; non conosciamo le teorie pedagogiche, ma sappiamo raccontare i fatti della vita in modo fantastico, ma soprattutto abbiamo qualcosa di veramente prezioso: il tempo esclusivo da dedicare a loro.
Parliamone!
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