Sabato mattina ero in centro per delle commissioni e sono passata da piazza del Duomo durante i funerali di Mike Buongiorno. Il sagrato del Duomo era pieno di gente e su un enorme schermo si vedevano i primi piani delle persone che facevano la Comunione: un momento doloroso, privato, di raccoglimento e riflessione proiettato per la folla su uno schermo di decine di metri, sotto al quale, su un altro schermo, era proposta l’immagine di una partita di calcio…
Non voglio entrare nel merito dell’opportunità di fare dei funerali di Stato perchè se ne è già molto discusso in Rete, né mi permetto di giudicare l’uomo che non conoscevo, però mi ha intristito vedere per quante persone il personaggio Mike, re del quiz e delle televendite, abbia rappresentato dei valori nei quali riconoscersi, forse una compagnia in una città in cui molti sono soli.
Vi segnalo un articolo di Umberto Eco, pubblicato nel 1961, in cui viene suggerita una possibile lettura del fenomeno Mike
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